L’Iseo Campense ed il culto d’Egitto

Giovedì 23/9/21 ore 18:30

Una passeggiata attraverso la zona del Campo Marzio consacrata, nell’Antica Roma, al Dio Marte, dio della Guerra, ed adibita sin dall’epoca Regia ad esercizi militari, sulle tracce del più antico e sfarzoso tempio egizio di Roma, l’Iseo Campense, dedicato alla Dea Iside e a suo marito Serapide. Passeggeremo tra i resti dei quattro Templi di Largo di Torre Argentina, fino al Tempio di Iside, i Saepta Iulia, verso il Tempio della Minerva ed il Pantheon.

“Io sono la genitrice dell’universo, la sovrana di tutti gli elementi, l’origine prima dei secoli, la totalità dei poteri divini, la regina degli spiriti, la prima dei celesti; l’immagine unica di tutte le divinità maschili e femminili” (Apuleio, Metamorfosi XI, 5)

Questa la descrizione della Dea Iside, nelle Metamorfosi di Apuleio, famoso scrittore, filosofo e retore romano: il suo fascino è irresistibile (Iside), e lo stesso Apuleio dovrà accoratamente difendersi dall’accusa (forse fondata) di aderire ai culti misterici della dea. Il suo nome era infatti all’inizio Iside euploia o pelagia, “protettrice dei naviganti”. Ma il carattere sincretistico della religiosità romana le permette di assumere svariate forme e denominazioni, e di diventare una delle principali divinità associate ai culti misterici. Iside è infatti chiamata Panthea, e “dea dai mille nomi”.

Il culto di Iside entra nella città di Roma portato dalle correnti dell’Ellenismo, e più precisamente dall’Egitto dei faraoni tolemaici, la moda orientale spopola tra il II e il I secolo a.C., le città romane si riempiono di santuari egizi, sfingi ed obelischi, a praticarlo sono patrizi, schiavi e liberti in tutto l’Impero.

Ma è, probabilmente, grazie al nobile Cecilio Metello Pio a cui che dobbiamo il primo Santurio privato dedicato alla Dea Iside che divvene, successivamente, il Tempio di Iside in Campo Marzio, il cosiddetto”Iseo Campense“.

 

Il Tempio di Iside era un Santuario imponente di 250 m di lunghezza e 60 m di larghezza, era situato tra i “Saepta Iulia, l’antico edificio porticato, voluto da Giulio Cesare, dove venivano svolte le assemblee elettorali dei Romani, ed il Tempio di Minerva.

Il Tempio era costituito da una piazza rettangolare decorato di sfingi ed obelischi di granito rosso, alcuni ancora visibili ad oggi, come l’obelisco del Pantheon, l’obelisco della Minerva e l’obelisco posto nell’Anfiteatro del Giardini dei Boboli a Firenze, e al centro il Tempio dedicato alla Dea Iside. Un’esedra circolare con un abside costituiva, infine, il “Serapeo”, la parte del Tempio dedicata a Serapide, su cui oggi sorge la chiesa di Santo Stefano del Cacco.

I resti ancora visibili del tempio sono ben pochi, le rovine di una fontana che ora si trova in una Piazza vicino a Via Labicana e probabilmente anche la famosa statua parlante chiamata “Madama Lucrezia“, secondo infatti l’iconografia classica la Dea Iside veniva rappresentata con una la veste annodata all’altezza del petto.

 

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