L’Isola Tiberina ed il Ghetto ebraico

Mercoledì 30/09/2020 e Giovedì 1/10/2020 ore 18:45

Alla scoperta dell’Isola Tiberina, un’isola al centro del fiume Tevere a Roma un luogo misterioso e sacro di cui si raccontano da secoli, tante storie e leggende.

Sembra, così, che la nascita dell’Isola Tiberina sia dovuta alla ribellione dei Romani nel 510 a.C. ai danni di Tarquinio il Superbo, ultimo re di Roma, la leggenda racconta che i Romani durante la cacciata del sovrano tagliarono il grano da alcune sue proprietà e lo gettarono nel Tevere, i covoni si accumularono in quel punto creando, così, l’isola.

Un’altra leggenda ci racconta perché l‘Isola Tiberina abbia una forma così particolare, molto simile ad una nave. Si dice, infatti, che durante una grande epidemia che colpì Roma venne inviata una nave a Epidauro, una città della Grecia consacrata al dio della Medicina Esculapio per invocarne l’aiuto, mentre si consumavano i riti al dio, dal tempio uscì un serpente che si nasconse nella nave, certi che fosse il dio stesso tramutato in animale la nave tornò velocemente a Roma. Arrivati in città il serpente dalla nave si tuffò nel fiume, e proprio lì, indicò il luogo dove sarebbe dovuto sorgere un tempio a lui dedicato, il Tempio di Esculapio.

L’Isola Tiberina è collegata alla terraferma da due ponti antichissimi uno è il Ponte Fabricio, o Pons Judaeorum del 62 a.C. che collega l’isola al Rione Sant’Angelo e l’altro Ponte Cestio del 46 a.C. che la collega al quartiere Trastevere.

L’Isola, secondo la tradizione, continua ad essere “dedicata” alla medicina ed ospita infatti due importanti ospedali della città, il Fatebenefratelli e l’Ospedale Israelitico.

Il Rione Sant’Angelo e Il Ghetto ebraico di Roma

Dall’altra parte del Ponte Fabricio si trova il più piccolo rione di Roma, il Rione Sant’Angelo caratterizzato dalla presenza della Sinagoga di Roma e dal Ghetto ebraico.
In tempi antichi questo zona era conosciuta come Forum Piscarium, luogo dove si teneva il mercato del pesce sotto il Portico d’Ottavia e così rimase fino alla fine dell’Ottocento.

Nel 1555 il papa Paolo IV Carafa, con una bolla papale scelse questa zona, tra le più insalubri della città, come luogo per costituire il Ghetto ebraico, costringendo gli ebrei ad una serie di restrizioni come vivere separati, lontani dal resto della popolazione di Roma, o portare dei segni che li riconoscessero.

Le condizioni igieniche erano molto scarse e a tutto questo si univano le piene del Tevere che inondavano tutta la zona.

Nel 1823 papa Leone XII decise di ampliare il Ghetto includendo anche via della Reginella e Via di S. Ambrogio, con l’episodio del Risorgimento della Presa di Roma del 1870 e l’abbattimento dei muri di recinzione il Ghetto cessò di esistere, successivamente furono demoliti molti edifici e ampliate le piazze e le stradine fino ad allora molto anguste.

Le Cinque Scòle ed il tempio Maggiore

Nel 1904  un’incendio distrusse l’edificio delle Cinque Scole dove si seguivano e si studiavano tutti e 5 i riti ebraici, la Scòla Nova, la Scòla del Tempio, la Scòla Siciliana di rito italiano,  la Scòla Castigliana e la Scòla Catalana, venne così costruito il Tempio Maggiore.

Dall’esterno il Tempio Maggiore è costruito in stile liberty, all’interno invece è un’insieme di vari stili soprattutto Assiro-Babilonese. Vi è raffigurata la vegetazione tipica della Terra d’Israele, sulla cupola sono ben visibili le palme ed il cedro del Libano.

Rastrellamento nazi-fascista e pietre d’inciampo

Uno dei fatti più tristemente noti riguardo il Ghetto è quello dell’Ottobre del 1943 quando  in un rastrellamento nazifascista vennero prelevati e deportati nel campo di sterminio di Auschwitz oltre mille ebrei. Ne fecero ritorno solo in sedici.

A memoria di coloro che furono ingiustamente perseguitati dal nazifascismo sono le cosiddette “pietre d’inciampo“, targhe in ottone poste sulla strada con i nomi di tutte le famiglie e le persone deportate nei campi di sterminio.

Il Ghetto ebraico di Roma è uno dei più antichi del mondo insieme a quello di Venezia, che lo ha preceduto di soli quarant’anni, è un luogo che celebra prima di tutto la storia e la cultura della popolazione ebraica romana, oltre ad essere uno dei quartieri più caratteristici della città.

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