PICASSO TRA CUBISMO E NEOCLASSICISMO 1915-1925

SCUDERIE DEL QUIRINALE

sabato 25 Novembre 2017 ore 15 

Scuderie del Quirinale apre la stagione di mostre con Picasso e il suo viaggio in Italia, curata da Olivier Berggruen, l’esibizione si propone di rievocare, a cent’anni di distanza, il viaggio che Picasso (1881-1973) compì in compagnia di Cocteau e Stravinsky al seguito della compagnia dei Balletti Russi di Sergej Djaghilev. Meno di otto settimane (a partire dal 17 febbraio 1917) che sarebbero risultate determinanti per lo sviluppo dell’arte di Picasso, un Grand Tour che lo avrebbe messo a confronto con la grande arte antica (romana e etrusca) ma anche con la cultura «popolare» (quella degli spettacoli di marionette, delle cartoline con le giovani donne in costume tradizionale) e con i fermenti del Futurismo.

Un viaggio che aveva avuto un impatto significativo sul lavoro dell’artista e sula sua vita. Durante quel viaggio avrebbe, tra l’altro, incontrò sua moglie Olga prima ballerina dei Balletti ( a cui a marzo il Musée Picasso di Parigi dedicherà una mostra). E sempre durante quel viaggio avrebbe lavorato al sipario per l’opera Parade».

L’Italia era certo un punto di riferimento per Picasso, come per tutta la sua generazione. Nella sua ricerca dell’arte primitiva e in qualche modo “barbarica”, l’artista sembra essere stato però più attratto da quelle culture ai margini del mondo classico, piuttosto che dall’arte dell’antica Roma e del Rinascimento. La civiltà etrusca, i misteriosi affreschi erotici di Pompei, la vivacità di via Margutta a Roma e delle strade di Napoli (come le sue tradizioni più popolari) sarebbero state per lui di grande inspirazione. Tanto che, più tardi, avrebbe affermato che gli piaceva più Roma che la Grecia.

La mostra, approfondirà la produzione di Picasso immediatamente successiva all’esperienza italiana, documentando l’impatto a lungo termine di questo viaggio sulla sua formazione: dalle suggestioni neoclassiche ispirate alla scultura antica, al Rinascimento romano, fino alla scoperta della pittura parietale di Pompei. 

Un centinaio i capolavori esposti (prestati da grandi musei come il Picasso di Parigi e il Metropolitan di New York): dal Ritratto di Olga in poltrona a quello di Paul, il loro figlio, vestito da Arlecchino; da L’italiana alla natura morta Chitarra, bottiglia, frutta, piatto e bicchiere su tavola; da Il Flauto di Pan alle Due donne che corrono sulla spiaggia.

Con un pezzo forte. Il sipario realizzato per il balletto Parade (e per la compagnia di Djaghilev): una grande tela (più di 10 metri per oltre 16) di solito conservato al Centre Pompidou e già esposto in Italia nel 1998, in occasione della mostra Picasso 1917- 1924 a Venezia, a Palazzo Grassi. Non sarà alle Scuderie (viste le dimensioni) ma nel vicino Palazzo Barberini, sotto le volte della grande sala affrescata da Pietro da Cortona con il Trionfo della Divina Provvidenza (1632). “Una grande occasione – spiega il curatore Berggruen – per mettere a confronto la modernità di Picasso con il grande Seicento italiano”. La mostra delle Scuderie rientra nel progetto Picasso-Mediterranée avviato nel 2015 dal Musée Picasso di Parigi e dal suo presidente Laurent Le Bon.

Prenotazione via mail aart-club@art-club.it